15 luglio 2017

Birra e scrittori: OTTUR di Salgareda...

bianca, bionda e rossa volgare...

Ottur, che nome è mai questo? È stata questa la prima domanda, mentre, chinati davanti allo scaffale delle birre, come davanti a un altare alcolico, ci chiedevamo che nome fosse Ottur. Cosa vuol dire? Insomma, l'abbiamo comprata, per il mistero di questo nome, all'inizio pensavamo fosse una specie di modificazione del nome Otto, insomma, un mistero e poi anche per il secondo nome, non misterioso ma ci è piaciuto subito: rossa volgare. E così la rossa volgare di Ottur è finita nel nostro carrello della spesa insieme alle altre prede di giornata.
La sera stessa, seduti alla scrivania, con davanti una dattiloscritto da rileggere, abbiamo capito cosa voleva dire Ottur: il nome si rifletteva nel vetro di una cornicetta e il giallo si è risolto: Ottur=Rutto. Questo era il significato di quello strano nome-marchio, perché Rossa volgare è subito comprensibile, ma non OTTUR. E La nostra ROssa VOlgare è una bella e gustosa birra rossa, "...ad alta fermentazione, ambrata di medio corpo, dotata di particolare complessità aromatica con note di malto, castagno e caramello tostato. Lo splendido colore ambrato ne caratterizza la tipicità. Prodotta attraverso un processo tradizionale, tipico delle buone birre Italiane." Così recita la descrizione. E ancora di più abbiamo apprezzato questa birra di Salgareda (Treviso), perché chi l'ha creata ha avuto coraggio e creatività. Poteva chiamarla con un nome straniero e nessuno avrebbe detto niente, invece no, il nostro Mastro Birraio è anche uno che gioca con la lingua italiana e al massimo livello, non scimmiotta parole straniere e per questo brindiamo a lui con la sua birra.