28 luglio 2017

Spritz bianco

Campari, Aperol Cynar e chi più ne ha più ne metta...

Personalmente, il mio spritz preferito è quello bianco e lo prendo alla Casa del Vino, dentro Porta Santi Quaranta, quando sono a Treviso, all'estero no, lo spritz è di queste parti, anche se ormai nelle sue versioni colorate si beve quasi dappertutto. Lo so, non va molto di moda lo spritz bianco, (che poi sarebbe quello vero...) in genere tutti bevono quello arancione o quello rosso, ma io sinceramente preferisco quello originale, con vino bianco fermo, acqua minerale, ghiaccio e una fetta di limone. Molti usano il prosecco frizzante perché è di gran moda usare il prosecco; secondo me è meglio un vino bianco fermo un po' acidulo, che si mischia al gusto freddo del ghiaccio e al profumo aspro del limone. La mattina, uno spritz bianco è quello che ci vuole, magari con uno spuntino salato, sulle undici, mentre ai tavoli ci sono alcuni vecchi che giocano a carte dicendo parolacce o qualche solitario che sfoglia le pagine del Gazzettino o la Tribuna e nessun altro. Evito le osterie quando sono affollate di lole e giovinetti con la barba alla moda e magliette attillate. Dimenticavo il bicchiere: molti usano il calice, secondo me è meglio il vecchio "goto" da osteria, quello che in inglese si chiama "old-fashioned"; in alternativa è preferibile in un calicetto alto (flûte?) e sottile ricamato da ghirigori da signorine zitelle amanti del rosolio. In genere lo servono così nei baretti fuori moda, non nelle neo osterie lucide con i muri a facciavista. Non amo gran ché gli spritz colorati, ripeto. Al massimo lo tollero con il Rabarbaro, ma non si trova dappertutto e allora meglio bianco.